| Alburni Mountains
Tempi/Time required:
3-4 ore/hours
Periodo/Time of Year:
Primavera, Estate, Autunno – Spring, Summer and Fall
Difficoltà/Difficulty:
Facile - Easy
Equipaggiamento/Equipment:
Scarpe da trekking, riserva d’acqua, macchina fotografica, binocolo.
Walking
shoes, water, camera.
Punti di Interesse/Highlights:
Falesie rocciose, endemismi botanici, panorama, faggeta.
Rock formations, panoramas and flora.
La cresta est degli Alburni è caratterizzata da alte falesie rocciose che si affacciano sul Vallo di Diano e l`alta valle del fiume Sele. Panorami mozzafiato, dalla bellezza idilliaca, rappresentano il limite geografico del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il secondo più esteso d`Italia. Su queste falesie rocciose crescono numerosi endemismi botanici e tutt`intorno si estende la faggeta a perdita d`occhio che dà rifugio al cervo, al capriolo e al lupo. A sfidare il tempo, pinnacoli di roccia calcarea si ergono dal fondovalle come testimoni dell`incessante azione erosiva degli agenti atmosferici: il "Figliolo" e la "Madre" furono punto di riferimento già per antichi viandanti che si spostavano lungo le creste di queste montagne. Al di sotto di queste si sviluppa il caseggiato di Petina il cui toponimo ha origine da "Abetina" per la presenza di antichi boschi di abete bianco, già ricordati da geografi romani e, probabilmente, più estesi di quelli attuali. La roccia calcarea ittiolitica di questa zona del parco conserva, nella sua matrice, la presenza di organismi marini fossili di cui il giacimento di Petina è uno dei più importanti e studiati della regione Campania.
The eastern crest of the Alburnum is characterized by high rocky cliffs overlooking the Sele river valley with breathtaking panoramas of the Northern extremity of the Cilento National Park, the second largest in Italy.
On these rocky cliffs beechwoods as far as the eye can see give shelter to deer, roebuck
and wolves.
To challenge the passing of time, there are calcareous pinnacles of rock raising themselves from the valley like witnesses of the incessant erosive action of the atmospheric agents: the "Son" and the "Mother" peeks have been the point of reference for ancient travelers that moved along the crests of these mountains.
Below is the developed the subdivision of Petina that takes its name from "Abetina" given the presence of ancient white spruce forests.
The calcareous rock, contains marine fossils, among the most important and studied in the Campania region.
Go Back »
|